COMUNICATO STAMPA
Il 18 maggio aprile 2026, presso la sede dell’A.C. Jemolo, si è svolta la giornata di studio su “I rischi catastrofali” – III Seminario del ciclo “Le nuove frontiere del diritto” tema sempre più centrale nel dibattito giuridico ed economico, anche alla luce delle trasformazioni climatiche e delle nuove vulnerabilità dei sistemi territoriali. L’iniziativa, inserita nel ciclo “Le nuove frontiere del diritto”, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra operatori del diritto, istituzioni e professionisti impegnati nella gestione dei rischi complessi.
Ad aprire i lavori è stato il Gen. Luigi Cortellessa, che ha offerto una riflessione sul rapporto tra narrazione, percezione del rischio e costruzione sociale delle emergenze, mettendo in evidenza come il modo in cui i rischi vengono raccontati incida profondamente sulle risposte istituzionali e collettive.
L’Avv. Alberto Improda ha quindi introdotto il seminario, sottolineando la necessità di un ripensamento complessivo degli strumenti giuridici di gestione del rischio, alla luce di scenari sempre più complessi e interconnessi. In particolare, è stata evidenziata l’esigenza di un dialogo più stretto tra dimensione pubblica e privata, nonché di un rafforzamento degli strumenti di prevenzione accanto a quelli tradizionalmente reattivi.
È seguito l’intervento del Dott. Massimo La Pietra, Direttore della Direzione regionale Emergenza, Protezione Civile e NUE 112, che ha illustrato il funzionamento e le attività del sistema di protezione civile regionale. Tale sistema si fonda su un’articolata rete di strutture operative e su un ampio coinvolgimento del volontariato organizzato, che presta quotidianamente soccorso e assistenza in situazioni di emergenza, contribuendo al contempo alla previsione e prevenzione dei rischi sul territorio. La Direzione regionale coordina infatti associazioni diffuse capillarmente, operando nei principali ambiti di rischio, tra cui quello sismico, idrogeologico e idraulico, nonché negli incendi boschivi (AIB), oltre che nelle emergenze sanitarie e negli eventi meteorologici estremi, con attività integrate di previsione, prevenzione e intervento.
Nel corso del suo intervento, il Dott. La Pietra ha evidenziato come la Protezione Civile rappresenti un’eccellenza riconosciuta nella capacità di risposta agli eventi emergenziali. Al contempo, è stata sottolineata la necessità di rafforzare ulteriormente le attività di pianificazione e prevenzione, al fine di ridurre l’esposizione ai rischi e migliorare l’efficacia complessiva del sistema.
Ha concluso i lavori l’Avv. Carlo Coletta, of counsel di Improda Studio Legale, che ha offerto un inquadramento del tema sotto il profilo normativo e sistemico, con particolare riferimento alla gestione e al trasferimento dei rischi. L’intervento ha approfondito il fenomeno delle calamità naturali, evidenziando come esse rappresentino una sfida crescente per l’Italia, Paese particolarmente esposto a terremoti, alluvioni e fenomeni atmosferici intensi, i cui effetti risultano amplificati dai cambiamenti climatici e da una gestione del territorio non sempre adeguata.
È stato quindi sottolineato come l’attuale approccio prevalentemente reattivo e la tradizionale funzione dello Stato quale “assicuratore universale” non siano più sufficienti. In tale prospettiva, appare urgente l’adozione di un modello integrato di protezione, fondato su forme di partenariato pubblico-privato e su un più efficace coordinamento con le risorse europee. Un simile assetto consentirebbe di affrontare in maniera più efficace i rischi, potenziare le politiche di prevenzione e garantire una maggiore resilienza del sistema Paese nel lungo periodo.