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Archivio Quaderni Jemolo

Arturo Carlo Jemolo. Un giurista nell’Italia del novecento

Arturo Carlo Jemolo era cattolico ma non clericale; difensore dei diritti dello Stato, nei suoi rapporti con la Chiesa cattolica, ma non anticlericale; liberale e cattolico; oppositore di talune scelte del partito radicale, ma rispettato e apprezzato dai radicali; convinto anticoncordatario, ma partecipe dei lavori per le trattative della revisione concordataria; fermo sostenitore del valore essenziale del senso dello Stato, ma impegnato nella difesa del sentimento religioso e delle garanzie delle istituzioni religiose. Fermissimi e ripetuti furono i suoi no all’intolleranza, al giurisdizionalismo, al concordato, al venir meno dei valori cristiani e i suoi sì alla separazione tra Stato e Chiesa cattolica, alla scuola pubblica, al divorzio; mai democristiano, ma neppure comunista; “bastian contrario”, “piccolo borghese” e “malpensante”.

Più di trent’anni dopo la sua morte, tenendo conto delle tante novità che hanno caratterizzato l’evoluzione della società italiana, molti sono ancora i motivi che inducono a continuare ad ascoltare la sua voce per una valutazione dei problemi civili, politici, giuridici e religiosi dell’Italia odierna, forse ancora più tormentata di quella di allora.

Altre informazioni
  • Sergio Lariccia
  • Carocci editore
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Atti del convegno giustizia amministrativa e crisi economica

“Serve ancora un giudice sul potere?”

La maggiore rapidità delle decisioni rispetto all’ingolfamento delle altre giurisdi­zioni, la crescente centralità (soprattutto in fase di crisi) delle regole di concor­renza nell’ambito dell’economia pubblica, l’incessante evoluzione di modelli di complessità nei rapporti tra pubblico e privato sono tutti fattori che negli ultimi decenni hanno contribuito ad un investimento dell’ordinamento nel ruolo e nella funzione del giudice amministrativo.

Ciò se da un lato ne ha rafforzato l’importanza, sino alla nascita del primo Co­dice del processo amministrativo, dall’altro ha fatto crescere le aspettative verso quest’ambito della tutela giurisdizionale. Aspettative che peraltro, in una sorta di fisiologica contraddizione, si declinano talvolta in termini di istanza di maggiore efficientamento e ulteriore rafforzamento della natura giurisdizionale della fun­zione, talaltra in pulsioni di riforma anche radicale e persino soppressiva.

Con l’obiettivo di approfondire le ragioni di non sempre coerenti direttrici, nasce questo volume collettaneo che racchiude un approfondito dibattito che è insieme di attualità e di prospettiva.

Altre informazioni
  • Introduzione di Giorgio Giovannini
  • Saggio di apertura di Alessandro Pajno
  • Conclusioni di Giuliano Amato
  • A cura di Gianluigi Pellegrino, Alessandro Sterpa
  • Carocci Editore
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