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Luca Palamara

Lo jemolino Luca Palamara nasce a Roma dove si laurea in Giurisprudenza all’Università La Sapienza. Diventa avvocato nel 1995 e dall’anno successivo inizia la sua fiorente carriera in magistratura.

Avvocato, poi Magistrato prima alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e dal 2002 alla Procura di Roma, nel 2008, all’età di 39 anni, veniva eletto Presidente dell’Associazione nazionale magistrati, il più giovane Presidente che la secolare Associazione abbia mai avuto. E dal 2014 è componente del Consiglio Superiore della Magistratura.

 

Lei ha ricoperto ruoli prestigiosi e di grande responsabilità, già Presidente dell’Associazione nazionale magistrati e da poco componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Come ci si sente ad avere un background professionale di questo livello nonostante sia ancora molto giovane?

Dal mio ingresso in Magistratura, avvenuto oramai diciotto anni orsono, ho sempre cercato di svolgere il mio lavoro con impegno, abnegazione, umiltà. Devo sinceramente dire che ho convissuto con il discorso della giovane età: ero il più giovane quando sono arrivato alla Procura di Reggio Calabria all’età di 27 anni, ero il più giovane quando ho ottenuto il trasferimento alla Procura di Roma ma non posso nascondere che l’emozione più grande l’ho vissuta quando ho ricoperto la carica di Presidente dell’Associazione nazionale Magistrati del tutto inaspettata in quel momento. Si decise infatti all’improvviso di scegliere all’interno dell’ANM la linea del rinnovamento generazionale e la scelta ricadde sulla mia persona. Diciamo che da questo punto di vista abbiamo anticipato di qualche anno quello che sarebbe poi accaduto in politica

Perché ha deciso di fare il magistrato?

Essendo figlio di magistrato devo dire che sin da ragazzo ho convissuto con l’idea di poter fare da grande questo mestiere. Devo dire però che la scelta si è decisamente rinforzata quando purtroppo all’età di 19 anni persi mio papà. Da quel momento grazie alla lettura delle carte e degli appunti di mio padre mi sono sempre di più appassionato a questo lavoro.

Si sa che l’esame per entrare in magistratura è difficile, lei per affrontare il concorso decise di frequentare il corso di preparazione alla carriera di Avvocato e Magistrato presso l’Istituto regionale di Studi giuridici “Arturo Carlo Jemolo”, quindi un “ex jemolino” divenuto poi un grande magistrato ed ora componente del Consiglio Superiore della Magistratura, una carriera professionale che dà sicuramente lustro al nostro Istituto. Ci dice come ha conosciuto lo Jemolo? E quali sono le motivazioni che la spinsero a scegliere il nostro Istituto per la preparazione al concorso in magistratura?

Mi sono laureato nel 1991. Immediatamente dopo mi sono messo a studiare per la preparazione del concorso. Dei miei amici mi avvisarono che era stata bandita una borsa di studio per l’ammissione all’Istituto Jemolo. Si trattava della seconda edizione del corso. Per essere ammessi bisognava dapprima superare una valutazione dei titoli e successivamente una prova orale. Ricordo che le domande di ammissione erano state moltissime. Alla fine venimmo ammessi in cinquanta ed io superai brillantemente la prova classificandomi su tantissime domande al secondo posto.

Quanto è stato utile il corso di preparazione per la sua carriera di giurista e magistrato?

Per me l’esperienza allo Jemolo rimane ancora una delle tappe fondamentali della mia carriera. Lo Jemolo è stato il luogo dove ho avuto la possibilità di approfondire tanti argomenti giuridici e di conoscere giuristi di elevato livello morale e culturale.

Dopo l’ingresso in magistratura, negli anni seguenti ha mantenuto un legame con lo Jemolo, offrendo la sua collaborazione per la conduzione di alcuni corsi di formazioni organizzati dal nostro Istituto. Che sensazione ha provato tornare qui nel ruolo di docente?

Tornare nel ruolo di docente è stata una forte emozione. Il ricordo è andato inevitabilmente indietro nel tempo facendomi ripercorrere le giornate trascorse come discente. Lo Jemolo è stato anche il luogo nel quale ho passato tanti bei momenti con i giovani colleghi dell’epoca.

Cosa si sente di dire ad un giovane giurista che si appresta ad intraprendere la carriera di magistrato?

Sento di poter dire che il lavoro del magistrato è un lavoro che deve essere fatto con passione. In questo momento è quanto mai fondamentale avvicinarsi al concorso in magistratura dopo aver immagazzinato una solida preparazione tecnico-giuridica. L’aspetto della preparazione è quanto mai fondamentale in questo momento nel quale abbiamo bisogno di forze fresche che siano altresì in possesso delle doti di equilibrio per affrontare un mestiere bello e difficile quale è quello del magistrato. In bocca al lupo a tutti!!