Il Corso su "La Contrattualistica pubblica. Appalti e forniture di servizi" promosso dalla Direzione regionale Infrastrutture e realizzato dall'Istituto Jemolo per approfondire una materia in forte evoluzione in questi ultimi anni, ha riscontrato grande interesse raggiungendo i 150 allievi iscritti.
La prima edizione del Corso è stata inaugurata ieri, mercoledì 10 febbraio nella sede dell'Istituto Jemolo dal Commissario, Avv. Aldo Rivela, dal Direttore regionale Ing. Maurizio Meiattini.
I primi 60 allievi del Corso, rivolto ad avvocati, laureati in giurisprudenza, in ingegneria, i dirigenti e funzionari della Direzione regionale Infrastrutture, hanno assistito agli interventi del Presidente del TAR Abruzzo, Cesare Mastrocola, del Presidente della II Sezione del TAR Lazio, Michele Perrelli, del Direttore Scientifico dello Jemolo, prof. Cesare Mirabelli ed alla prolusione del presidente della III Sez. TAR Lazio, Bruno Amoroso.
"L'idea del Corso - ha evidenziato il Direttore Maurizio Meiattini - nasce dall'esigenza della Direzione regionale Infrastrutture di far fronte alle difficoltà che incontrano gli operatori della Committenza Pubblica con il pesante impatto della nuova normativa comunitaria e nazionale in tema di appalti di lavori, servizi e forniture introdotta con le riforme del nuovo Codice degli Appalti e del terzo decreto correttivo (D.Lgs 152/2008). In pochi mesi l'Istituto Jemolo ha saputo trasformare un'idea in fatti concreti, centrando l'obiettivo con l'organizzazione di un corso che vuole mettere a sistema una materia complessa e ancora in fieri. La Direzione regionale - ha concluso l'Ing. Meiattini - ha cercato di privilegiare i dipendenti più giovani, investendo nella formazione del personale e credendo nell'opportunità per la P.A. di avere personale qualificato e che sappia a sua volta trasferire le competenze acquisite".
Il Presidente Cesare Mastrocola, ha sottolineato "la capacità del Corso di cogliere nel segno, di approfondire una materia che successivamente al 1994 con la Merloni bis, ter, quater e poi con il Codice De Lise ha cambiato la normativa di riferimento della P.A. nel delicato settore degli appalti e della fornitura di servizi. La normativa europea ha infatti imposto la tutela del mercato, che non può essere sconvolto dall'entrata in campo della P.A.".
"La specificità della nuova normativa - ha dichiarato il Presidente Michele Perrelli - lascia disorientati gli operatori ed anche i giudici. Inoltre alcune le Regioni sono dotate di un proprio codice degli appalti. Si ravvisa quindi la necessità di ridurre tutte le disposizioni normative attraverso una interpretazione sistematica. Inoltre - ha concluso - dobbiamo essere coscienti di non avere organi giurisdizionali in grado di seguire la tempistica dettata con le normative europee per 27 Stati, la maggior parte dei quali con organizzazioni più snelle della nostra".
"La Direzione scientifica dello Jemolo - ha detto il prof. Cesare Mirabelli - ha aderito alla richiesta della Direzione regionale organizzando un corso che vuole essere fortemente interattivo, il successo del quale si basa su un patto formativo tra docenti e discenti. L'orientamento dell'Istituto infatti in questi anni è passata da una visione a recinto delle professioni a quella della formazione delle professionalità nella P.A.. La grande adesione degli iscritti dimostra la capacità del corso di intersecare una forte domanda di affinamento della conoscenza da parte degli operatori della funzione pubblica".
"Lo Jemolo - ha aggiunto l'avv. Aldo Rivela - propone un Corso con un corpo docenti di tutto rispetto, in grado di trasmettere non solo conoscenze tecniche, ma anche esperienza umana e professionale".
Nella prolusione al Corso, il Presidente Bruno Amoroso ha messo in evidenza i punti indispensabili per semplificare ed impedire gli effetti negativi del "cocktail esplosivo della normativa sulla contrattualistica pubblica": la standardizzazione dei bandi di gara; la delimitazione dei subappalti per evitare l'indebolimento delle opere pubbliche dovuto ai ribassi; il dovere di soccorso rispetto alle violazioni formali dei partecipanti alle gare e la necessità di sedi conciliative per evitare il proliferare del contenzioso che in Italia si compone di 5 livelli di giudizio.